Mondocactus BG

le succulente

Desert Botanic Garden, Phoenix Immagine 'invecchiata' di uno scorcio del deserto di Phoenix in pieno rigoglio, dopo le abbondanti piogge estive.

Le succulente sono il frutto di uno straordinario processo evolutivo che si compie nell’ambito di alcune famiglie vegetali, che consente alle piante la conquista di ambienti aridi, lontane dalle zone più fertili e umide in cui la competizione è schiacciante.

Encephalocarpus strobiliformis Encephalocarpus strobiliformis in habitat. Disidratandosi, il piccolo cactus si infossa nel terreno sfuggendo alle avversità.

Il principio è quello di assorbire rapidamente la maggior quantità di acqua possibile quando, nella stagione delle piogge, si scatenano i temporali tropicali.

Nel giro di poche ore il fitto capillizio radicale, efficiente e superficiale, assorbe l’acqua piovana e la pompa nei tessuti succulenti, sorta di spugna vegetale che fodera l’interno di foglie, fusti e radici che si rigonfiano all’inverosimile, dotando il vegetale di una splendida turgidità.

Esaurita la stagione dell’abbondanza, che nelle zone aride si limita talvolta a poche settimane durante il periodo estivo, subentra la fase di austerity, ossia della riduzione totale di ogni spreco inutile dell’acqua immagazzinata.

Le radici più sottili e ormai inutili si disseccano, le foglie pure mentre le piante che le foglie non le hanno, come i cactus, riducono del tutto la traspirazione, escludendo ogni possibilità di perdita di umidità mantenendo ben chiuse le aperture stomatiche dell’epidermide durante le ore più calde del giorno.

È proprio durante la stagione arida che le succulente attuano il virtuosismo che le contraddistingue quando, invece che arrestare totalmente la vegetazione, utilizzano l’acqua “di riserva” per svolgere alcune delle funzioni vitali più importanti ai fini della loro sopravvivenza, come la fioritura e la fruttificazione.


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