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le stagioni

Le piante del genere Ariocarpus fioriscono in autunno. Le piante del genere Ariocarpus fioriscono in autunno.

Il rispetto del ciclo vitale scandito dalle stagioni è di estrema importanza per garantire lo sviluppo armonico delle piante e, soprattutto, lo svolgimento ottimale delle loro funzioni vitali, come la fioritura e la fruttificazione.

Questo fatto è comune a tutti gli organismi, ma è tanto più vero per le piante succulente, che provengono da località in cui l’evento cruciale alla loro sopravvivenza, la stagione delle piogge, si concentra in un periodo preciso dell’anno (solitamente l’estate).
Per giungere puntuali a questo appuntamento, le piante succulente svolgono tutte le loro funzioni in sincronia perfetta con il succedersi delle stagioni.
Ad esempio, in molte mammillarie messicane la fioritura avviene prima delle piogge, quando le giornate cominciano ad allungarsi (già in gennaio e febbraio), mentre le piante del genere Ariocarpus fioriscono quando le giornate cominciano ad accorciarsi (da settembre a novembre). In entrambi i casi, le piante portano a maturazione i propri frutti nel momento in cui si verificano le prime piogge (da maggio a luglio). Altre piante, come quelle del genere Lophophora fioriscono e fruttificano in continuazione durante il periodo delle piogge.

Anche lo svernamento rende necessaria un’accurata preparazione da parte delle piante, soprattutto nelle località in cui la temperatura raggiunge valori negativi, obbligando le piante a disidratarsi spontaneamente per sfuggire al rischio della morte per congelamento (ad es. come succede a numerose specie di Opuntia del nord-est degli Stati Uniti).

Inverno

Per la maggior parte delle piante succulente l’inverno corrisponde a un periodo di riposo vegetativo. Sono specie originarie di regioni in cui il clima invernale è prevalentemente secco, talvolta associato anche a basse temperature (zone tropicali di montagna, come ad esempio gli altipiani messicani) per cui non le normali funzioni vitali non possono svolgersi.
In questa fase le piante devono essere lasciate al loro riposo evitando accuratamente le annaffiature e mantenendole in ambienti poco o per nulla riscaldati (se non si dispone di una sera si possono ricoverare in una cantina o in un ambiente non riscaldato), perché se venissero risvegliate non riuscirebbero a nutrirsi a sufficienza di luce solare (che in questo periodo è scarsa) e finirebbero per consumare le risorse accantonate durante l’estate e che devono invece servire per sostenere la fioritura primaverile.
In alcune zone tropicali l’inverno è, invece, l’unico momento in cui si ha una seppur limitata disponibilità di acqua, come accade lungo le coste della Namibia, in Africa. Le succulente che provengono da queste località sono quindi costrette a vegetare in questa stagione e devono essere mantenute in serre riscaldate.

Primavera

La primavera corrisponde al risveglio delle piante, che escono dallo svernamento mano a mano che la temperatura (soprattutto, la temperatura minima notturna) e la luce ambientale aumentano. La fase è delicata, per cui è un errore comune tentare di risvegliare le piante annaffiandole nelle prime giornate calde. Molto meglio attendere che siano loro a dare i primi segni di vegetazione, segno evidente che sono pronte.
Il periodo intermedio che cade tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera è anche il momento migliore per attuare i trapianti, perché le succulente non hanno ancora cominciato a sviluppare un nuovo capillizio radicale ma sono già in procinto di vegetare, per cui la linfa comincia a circolare.
Chi in inverno ha ricoverato le piante in ambienti poco luminosi potrà cominciare a trasferirle all’aperto, ritirandole quando c’è il rischio di gelo oppure proteggendole con un foglio di polietilene. Le piante potranno rimanere definitivamente all’esterno non appena le temperature minime notturne smettono di scendere al di sotto degli zero gradi.
Attenzione: una bella giornata potrebbe essere fatale alle piante che non si sono ancora abituate a ricevere direttamente l’intensa luce del sole. Meglio quindi proteggerle con una rete ombreggiante o mantenerle in una posizione protetta per un paio di settimane almeno.
A primavera inoltrata moltissime succulente fioriscono e fruttificano, per cui è indicato sostenerle somministrando almeno una concimazione equilibrata (titolo N:P:K=10:10:10).

Estate

Per le piante tropicali l’estate corrisponde alla stagione delle piogge, ed è quindi la fase in cui è necessario annaffiarle abbondantemente (anche due volte a settimana, attendendo che il terreno si asciughi tra un’annaffiatura e l’altra) per sostenere la loro crescita esuberante. Inoltre, moltissime specie continuano a fiorire e fruttificare.
In questa fase le piante devono essere aiutate con fertilizzanti a basso tenore d’azoto (titolo N:P:K=6:12:24), che indurrebbe un’eccessiva crescita della loro porzione verde a discapito della crescita armonica di tutte le loro parti restanti, come le spine e la cuticola epidermica.
In questa stagione le piante danno il meglio se sono mantenute in piena aria, potendo così godere di una buona escursione termica e dell’umidità delle prime ore della mattina, per non parlare dell’intenso irraggiamento solare che induce la formazione di belle spine e colora intensamente la cute.
L’estate è anche il periodo più indicato per andarsene in vacanza e quindi potrebbe essere un problema garantire loro le annaffiature frequenti. Fortunatamente queste piante sono in grado di supplire alla siccità prolungata entrando in una fase di stasi estiva, per cui non ne saranno danneggiate.

Alcune succulente provengono da località in cui anche l’estate è arida e quindi richiedono annaffiature diradate (genere Lithops) o assenti (genere Conophyutum, Pediocactus e Sclerocactus).

Autunno

Con l’accorciarsi delle giornate, già a partire da Agosto le piante escono dal periodo più caldo e conoscono una nuova fase di crescita esuberante, che però è di breve durata e anticipa il rallentamento di tutte le funzioni vegetali che le preparano al riposo invernale. Questo è il periodo di fioritura delle piante del genere Lithops (del sudafrica e Namibia) e Ariocarpus (del Messico e USA). Entrambi questi tipi di piante porteranno avanti la maturazione dei frutti per tutto l’inverno.
Già a partire dal mese di settembre è indicato sospendere ogni concimazione e diradare le annaffiature, fino a sospenderle dalla prima settimana di ottobre in poi.
Se adeguatamente protette dalla pioggia, le piante potranno permanere all’aperto ancora a lungo, almeno fino a che non si verificano le prime gelate notturne.

Sono di nuovo eccezioni alcune succulente che in autunno continuano ad avere bisogno di molta umidità, come quelle sudafricane (tra cui Lithops, ma anche Haworthia, Senecio, Crassula) e i cactus che provengono dalle zone caraibiche (Melocactus). A loro bisogna riservare annaffiature leggere e rade (una volta alla settimana) e il ricovero in una serra luminosa.

Nel sito mondocactus è indicata la stagione in cui le piante crescono.

Inverno 05_stagione_crescita_4_invernoSucculente delle coste namibiane (Lithops optica, Conophytum). Cactus delle terre calde messicane (Backebergia militaris, Ferocactus lindsayi).
Primavera 05_stagione_crescita_1_primaveraLa maggioranza delle piante succulente.
Estate 05_stagione_crescita_2_estateLa maggioranza delle piante succulente.
Autunno 05_stagione_crescita_3_autunnoSucculente del Sudafrica (Lithops, Sedum, Crassula).

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