Mondocactus BG

la temperatura

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Le funzioni vitali delle piante (respirazione, fotosintesi ecc. …) si basano su reazioni chimiche che possono avvenire solo entro specifiche temperature 'ottimali'. Quando la temperatura si abbassa le funzioni rallentano sempre più fino ad arrestarsi quasi del tutto e in caso di congelamento la pianta muore, a meno che non sia abituata a superare la fase invernale dei climi freddi grazie a particolari adattamenti. Allo stesso modo, se la temperatura eccede i valori ottimali, le funzioni rallentano fino a che le sostanze chimiche contenute nelle cellule si decompongono per eccesso di calore, per cui la pianta ne è danneggiata in maniera irreversibile. Anche in questo caso esistono piante più resistenti al calore, come le cactacee, ma nessuna sopravvive a lungo a valori poco più elevati di 60 °C.

Temperatura e succulente

L'evoluzione delle succulente è stato fortemente condizionata dalla necessità di trovare un compromesso tra l'esigenza di accumulare la maggior quantità di acqua possibile, sviluppando organi rigonfi e il rischio di morire per congelamento o per allessamento, rischi determinati rispettivamente dalla facilità con cui i tessuti molto idratati sono esposti al congelamento e dalla difficoltà che ha un corpo voluminoso di dissipare il calore accumulato dall'esposizione alla luce del sole.

Questo principio spiega il perché la maggioranza delle specie di piante succulente sono diffuse nelle località della terra in cui non si verificano condizioni di gelo, mentre nei confronti del calore sono dotate di espedienti che le proteggono dal surriscaldamento nel modo più efficiente possibile.

I problemi determinati dagli estremi termici (nel senso di eccesso e di difetto) sono i maggiori indiziati per spiegare il fenomeno della 'convergenza evolutiva', ossia la rassomiglianza di varie specie di piante, evolute in forme tra loro simili e ugualmente efficaci nei confronti dell'adattamento ecologico agli estremi termici.

Freddo

Le varie specie di piante sono adattate alle condizioni climatiche del loro paese di origine. Se una pianta appartenente a una specie diffusa in zone tropicali calde è sottoposta a temperature sensibilmente inferiori potrebbe manifestare sintomi di sofferenza, causati da alterazioni del suo metabolismo come, ad esempio, irrigidimento e perdita di funzionalità delle membrane cellulari. Il persistere di tali condizioni può causare la morte della pianta, anche se la temperatura è al di sopra degli 0 °C. Due specie sensibili sono, ad esempio, Pachypodium brevicaule del Madagascar e Cyphostemma betaeformis della Somalia.

Altre piante possono sopravvivere fino a 0 °C, dopo di che comincia a congelarsi l’acqua presente nelle cellule (congelamento intracellulare). I cristalli di ghiaccio lacerano le pareti cellulari uccidendole e la pianta muore.

Un ridotto numero si succulente riesce a evitare i danni da congelamento senza rinunciare alle riserve d'acqua. Nei loro tessuti si attua la migrazione dell'acqua dal citoplasma cellulare (interno della cellula) agli spazi intercellulari dove questa si ghiaccia senza danneggiare organi e membrane, mentre nel citoplasma si attua il fenomeno della sovrafusione ossia l'acqua rimane allo stato liquido anche a temperature al di sotto degli 0 °C. Un ulteriore abbassamento della temperatura oppure un periodo molto prolungato in tali condizioni causa l'eccessiva disidratazione delle cellule e quindi la loro morte, per cui il numero delle succulente in grado di sopravvivere al gelo si assottiglia sempre di più mano a mano che ci si sposta in zone della terra con valori termici più bassi.

Le succulente più resistenti in tal senso (varie specie di Opuntia, Sedum, Sempervivum, Delosperma ecc.) possono sopportare temperature fino a -25 °C e oltre.

Il calore del ghiaccio

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Una tecnica agronomica impiegata per difendere le piante da frutto dalle gelate tardive, quando le gemme da fiore sono già in procinto di aprirsi, consiste nell'irrigazione antigelo, ovviamente compiuta con normale acqua. Il passaggio dalla fase liquida a quella solida, detta solidificazione è un fenomeno esotermico, ossia che rilascia calore, per cui il ghiaccio che si forma sulle piante produce una quantità di calore sufficiente a impedire ulteriori abbassamenti di temperatura che possano danneggiare le gemme.

Questo fenomeno è utilizzato da alcune piante succulente che vivono in deserti in cui durante la notte la temperatura si abbassa di alcuni gradi sottozero, come Lithops e Fenestraria.

In questo caso l'acqua è quella contenuta nelle foglie della pianta, di cui sporge solo l'apice appiattito. Quando la temperatura arriva al di sotto degli 0 °C la porzione esposta della pianta inizia a congelare producendo il calore necessario a mantenere in vita il germoglio che si trova al di sotto della superficie del suolo.

Caldo

Nei deserti abitati da piante succulente la temperatura del suolo può superare i 70 °C, ma le piante mantengono il loro calore corporeo a temperature accettabili grazie a vari espedienti, tra cui la forma a fisarmonica (costoluta) o tubercolata che funziona come un radiatore per dissipare il calore. Le spine, la peluria, le lunghe setole che avvolgono cactus e succulente servono anche per riflettere i raggi del sole e le radiazioni termiche emesse dalle rocce che le circondano, arroventate anch'esse dal sole.

Molti sono i casi di succulente che riducono al minimo indispensabile la superficie esposta alla luce del sole, rimanendo in gran parte interrate come Lithops e Haworthia in Sudafrica oppure Ariocarpus in Messico e Yavia in Argentina, mentre alcune specie di piccole dimensioni scelgono di colonizzare dirupi rocciosi, dove la luce del sole arriva sempre con un'angolazione sopportabile e la ventilazione è continua.

Quando mi si è bruciata la copiapoa

Copiapoa è un genere di cactus che conta specie adattate a condizioni di elevata temperatura e insolazione, tuttavia molti conoscono l'amara esperienza di ritrovarsi un esemplare ustionato dal sole in modo irreparabile. Quello che sembra un controsenso spiega quanto sia importante una seppur minima conoscenza delle condizioni ambientali delle regioni originarie delle piante che coltiviamo.

Come detto, una delle strategie per difendersi dall'eccesso di calore accumulato nel corpo di una pianta succulenta è quella di favorire la dissipazione, ossia il passaggio del calore dal corpo all'aria circolante, cosa che avviene grazie al principio della convezione termica.

Dato che la pianta ha una temperatura più elevata di quella dell'aria, al suo contatto l'aria si riscalda (e la pianta si raffredda) e si sposta verso l'alto, richiamando nuova aria. A lungo andare questo movimento d'aria raffredda sempre più la pianta, fino a che aria e pianta hanno la stessa temperatura. In natura questo fenomeno è tanto più efficace quanto più si è in presenza di vento, che accelera il raffreddamento della pianta.

In una piccola serra chiusa, anche se la temperatura esterna è bassa durante le belle giornate di sole le piante succulente possono surriscaldarsi notevolmente in tempi molto brevi, per cui il fenomeno della dissipazione è fortemente ostacolato e la pianta rischia danni da allessamento.

A ogni succulenta la sua temperatura

Da quanto scritto, risulta di una certa importanza provvedere alle giuste temperature per ogni tipo di pianta che si intende coltivare. Senza entrare in complessi studi sulle zone geografiche originarie, nella maggior parte dei casi è sufficiente informarsi sulla temperatura minima suggerita per far passare l'inverno in sicurezza alle nostre piante.

Un tempo, la temperatura invernale consigliata per tutte le succulente era di 15 °C, un valore mediamente alto ma che garantisce la sopravvivenza anche alle specie più delicate. Tuttavia sono numerose le succulente che devono svernare a temperature prossime allo zero per riuscire a fiorire, inoltre in un'epoca di razionalizzazione dei consumi, soprattutto per affrontare i costi sempre più elevati dell'energia e dei combustibili, tale valore può essere ridimensionato notevolmente, ad esempio scegliendo di coltivare solo le specie più rustiche che non necessitano di alcun riscaldamento oppure preoccupandosi di curare con attenzione la coibentazione della serra e orientandosi su quel 70% di succulente in grado di svernare senza problemi a 5-6 °C.

Chi ama coltivare piante di Pachypodium, di Euphorbia dell'Africa orientale, Hoya e Ceropegia, dovrà rassegnarsi a pagare bollette salate oppure a dedicare parte dell'abitazione alla loro coltivazione per il periodo invernale.

In ultimo, un cenno a parte meritano i 'casi disperati', ossia quelle piante che riescono bene solo se mantenute fresche in estate e tiepide in inverno, come Aloe haemantifolia, Aloe polyphylla e le numerose specie di Hoya che provengono dal Borneo e dalle Isole della Sonda. Sia chi si trova nel clima mediterraneo del meridione o in quello continentale di settentrione deve fare i conti con estati troppo calde per questi vegetali, che sopravvivono a stento senza essere mai davvero 'floridi', a meno di non ricorrere a costosi impianti di condizionamento che garantiscono anche l'umidità elevata degli ambienti di coltivazione, studiati appositamente per loro.

Da 20 a 15 °C 10_luce_5_ombra Piante provenienti da climi caldi o molto caldi anche d'inverno (ad es. alcune Hoya, Jasminocereus, Brachycereus ecc. …).
Da 15 a 10 °C  10_luce_4_mezzombra_ombra Piante provenienti da climi caldi tolleranti il fresco (ad es. succulente dei deserti della Somalia, Epiphyllum  di specie botaniche, Melocactus e Discocactus di specie delicate, Pachypodium brevicaule).
Da 10 a 5 °C  10_luce_3_mezzombra Piante provenienti da regioni tropicali esposte al freddo moderato (ad es. specie più resistenti di Melocactus e Discocactus, Uebelmannia, Pachypodium ecc. …). Da abituare con gradualità al freddo.
Da 5 a 0 °C  10_luce_2_mezzombra_pienosole Piante delle regioni tropicali di montagna o sub-tropicali a clima mediterraneo (ad es. Cactaceae delle regioni interne del Messico, succulente del fynbos sudafricano ecc. …). Da abituare con gradualità al freddo.
Da 0 a -5 °C  10_luce_1_pieno_sole Piante tropicali di alta montagna o esposte a correnti fredde (ad es. Tephrocactus, Pterocactus, ma anche Ariocarpus, Lithops, Argyroderma ecc. …). Da abituare con gradualità al freddo.
Da -5 a -15 °C e oltre…  10_luce_1_pieno_sole Piante succulente di regioni a clima continentale (ad es. SempervivumOpuntia, Coryphantha, Echinocereus ecc. …). Da abituare con gradualità al freddo.

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