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La coltivazione delle piante succulente è regolata dallo scandire delle stagioni. Alcuni tipi di piante presentano cicli vitali ben distinti e specifici, che si differenziano nettamente da altre, pur vivendo nelle medesime località. Una conoscenza anche superficiale di questi fattori può essere cruciale per ottenere il successo nella loro coltivazione.

Inverno

Coltivare succulente può garantire un lungo inverno di riposo, da impiegare eventualmente nella preparazione dell’imminente stagione primaverile.

Svernamento

L’inverno è, spesso, la stagione di riposo per le succulente che provengono dalle regioni della terra più soggette a stagionalità, in cui cioè si ha un’alternanza tra il periodo caldo e umido e quello freddo e arido. In questa fase le piante entrano in un periodo di quiescenza, molto simile al letargo degli animali. Le sostanze di riserva (come gli amidi) prodotti durante la bella stagione mantengono le piante in vita e costituiscono le risorse su cui la pianta fa affidamento per affrontare la ripresa vegetativa primaverile.

Per questo, in inverno le piante devono essere lasciate il più possibile indisturbate, mantenendole in ricoveri non troppo riscaldati, ben asciutti e possibilmente luminosi.

Le trasgressive

Ci sono, come al solito, le eccezioni a quanto detto, e mi riferisco alle piante che hanno scelto l’inverno per vegetare. Sono quelle che provengono dalle coste nebbiose della Namibia, ma anche gli Aeonium e Ceropegia delle isole Canarie o, ancora, Aloe sudafricane e sedum messicani. Insomma, un nutrito gruppo di succulente interessanti che hanno preferito vegetare nel momento in cui, nel loro paese, c’è una seppur limitata disponibilità di acqua. Purtroppo, queste sono anche le succulente più complicate da coltivare perché richiedono una serra riscaldata e luminosa.

I lavori di gennaio

Negli ultimi anni capita sempre più spesso che gli ultimi mesi dell’anno, novembre e dicembre siano abbastanza miti. Le nostre piante saranno già, da tempo ricoverate in serre, cassoni, cantine e appartamenti, ma il tempo clemente potrebbe spingerle a vegetare ancora. Gennaio però non perdona ed è necessario che nulla sia fatto per stimolare la ripresa vegetativa. Se le giornate sono soleggiate è meglio aprire un po’ la serra, per abbassare l’umidità e la temperatura.

In questa fase è essenziale assicurarsi che le condizioni delle piante siano buone: eliminate eventuali gocciolamenti, verificare che non ci siano ristagni tra i vasi e, soprattutto, controllate accuratamente l’eventuale presenza di parassiti. Le serre riscaldate sono infatti una culla per le cocciniglie lanose, a scudetto e radicali.

A gennaio nelle regioni più temperate cade spesso la neve. Una buona coltre nevosa sulle serre è il miglior coibentante a protezione del congelamento!

Semi e semine

Gennaio è anche il periodo migliore per pianificare l’acquisto dei semi per chi ama cimentarsi con questa pratica meravigliosa. Attendere oltre significa, nella maggior parte dei casi, non riuscire a ottenere quel che si vuole, perché le scorte di semi delle piante più rare sono sempre limitate. Chi poi ama seminare specie rare e in via di estinzione e soggette alla CITES, volendo acquistare semi al di la dei confini europei deve sapere che le pratiche di importazione sono sempre più lunghe e complesse, per cui possono accumularsi ritardi di mesi.

Chi invece ha piante grandi e produttive, durante l’anno avrà raccolto bustine colme di frutti, ognuna col nome della pianta e la data di raccolta. Questo è il momento migliore per ripulire i semi e raccoglierli in bustine pulite, da regalare, scambiare oppure utilizzare.

I lavori di febbraio

Questo è il mese più duro per le piante succulente ospitate in Italia. Le temperature giungono ai valori minimi a cui permangono per giorni. Su alcune succulente cominciano già a spuntare i primi fiori, che preannunciano la primavera ancora lontana, ma sono già di un certo conforto.

Non sono pochi coloro che si sono dotati di seminiere elettriche, provviste di riscaldamento e illuminazione artificiale. Appena arrivano i semi acquistati è il momento di metterle in azione! In questo modo, in primavera avanzata le plantule saranno abbastanza grandi per tentarne l’acclimatamento in condizioni naturali, ben prima che giunga l’arsura estiva.

I lavori di marzo

Le belle giornate di marzo innalzano rapidamente la temperatura dentro le serre, causando il risveglio immediato dell’attività vegetativa in moltissime succulente. Spine tenere, fiori, nuovi germogli si muovono, solleticandoci a prender mano all’annaffiatore, ma invece è meglio aspettare ancora!

La vegetazione è solo iniziale e facilmente, in alcune piante, l’inverno potrebbe aver lasciato il segno: forse un marciume radicale localizzato, forse una colonia di cocciniglie nascosta sotto la lanugine e tra le costole delle piante. Innalzare l’umidità significa aiutare i parassiti a sferrare un colpo ferale ai propri ospiti, nel momento in cui sono più deboli e indifesi.

Meglio attendere allora che le piante si nutrano della luce solare e si rinvigoriscano, dando segni più espliciti di vegetazione.

Disponendo di un luogo luminoso e protetto, marzo è un buon mese per cominciare la semina delle succulente più ‘rustiche’ e adattabili, anche senza disporre di una seminiera sofisticata.


Attendere prego...