Mondocactus BG

l'esposizione

Agave pedunculifera Falesie rocciose messicane presso Michoacan. Le rocce esposte a sud sono ricoperte di Agave pedunculifera.

Con questo termine si indica il 'soleggiamento', ossia il verso con cui una superficie (o un oggetto) si pone nei confronti dei quattro punti cardinali (nord, sud, est e ovest). Nelle colture agrarie si tratta di un fattore che può assumere una certa importanza quando al suo variare corrispondono caratteri sensibilmente differenti delle condizioni ecologiche di un dato luogo per cui, ad esempio, un terreno in collina esposto a sud riceverà una quantità di calore sotto forma di irraggiamento solare maggiore di un terreno esposto a nord e quindi sarà più indicato per mettervi a coltura una varietà di vite piuttosto che un'altra (ovviamente, questo vale nel nostro emisfero, mentre nell'altro emisfero l'esposizione a sud è quella più fredda!).

Le stesse considerazioni possono valere quando, anziché una coltura in pieno campo ci si riferisca alla coltivazione in vaso di piante ornamentali, come le succulente.

In sostanza, in questa sede col termine esposizione ci si riferisce all'arco del cielo su cui si affaccia il luogo in cui le piante sono coltivate, come se si trovassero un ostacolo dietro di se (la parete di un'abitazione, una montagna, una siepe) e con il cielo completamente sgombero da protezioni, tettoie ecc. …

Il caso (raro) in cui un luogo sia completamente esposto su tutti i lati, ossia presenti una visuale completa a 360 ° attorno a se è parificato alla piena esposizione a sud, dato che il senso dell'esposizione sta nella luminosità del luogo a cui ci si riferisce, e a sud la luminosità è massima.

Esposizione e luminosità

Questi due termini non sono sinonimi, anche se sono usati come tali ingenerando un po' di confusione (si veda l'articolo sulla luce). Poniamo il caso di una pianta di Haworthia. Si tratta di una piccola succulenta a rosetta di origine sudafricana, che vive generalmente nei versanti meridionali dei deserti sudafricani, quindi con esposizione a sud (che in Sudafrica è quella più ombreggiata e fredda) Ancorché si tratti di zone non esposte all'irraggiamento solare diretto, le piante sono sottoposte a radiazioni molto elevate provenienti dal cielo (albedo). Se, in teoria nel nostro paese le Haworthia preferirebbero essere mantenute in un luogo esposto a nord, in realtà sperimenterebbero condizioni di luminosità eccessivamente basse, per cui sarebbero più indicate esposizioni a meridione in condizioni di buon ombreggiamento, evitando che il sole incida direttamente su di loro. Per questo tipo di piante sarebbe da suggerire un'esposizione a sud in piena ombra, oppure a nord in mezz'ombra.

La stessa cosa riesce più complicata se proviamo a coltivare una pianta di Epiphyllum di una specie botanica, nativa del sottobosco tropicale caldo-umido. Si tratta di piante che soffrono per le condizioni di calore eccessivo e secchezza dell'aria, tipiche delle esposizioni a meridione. Per questo tipo di piante è indicata quindi un'esposizione a nord e una luminosità bassa, a mezz'ombra o in ombra completa.

Espostoa lanata Espostoa lanata forma un cefalio lanoso da cui spuntano i fiori, diretto sempre verso sud. In questo modo il fusto è protetto dall'incidenza delle radiazioni solari più intense, mentre la porzione opposta del fusto può condurre la fotosintesi senza problemi.

Esposizione e direzione della luce

In generale, quando si parla di esposizione si pensa all'angolo della visuale umana, che è di 120° e che quindi abbraccia un ampio spazio da cui proviene tutta la luce necessaria a una pianta. Se, a parità di luce ambientale l'angolo di esposizione si riduce (ai lati, in alto e in basso), come succede se ci troviamo in una terrazza rientrante o all'interno di una stanza illuminata da una finestra, avviene che le piante ricevono solo una porzione della luce totale, a cui si dovranno abituare gradualmente.

Una delle manifestazione di questo adattamento è la modifica della direzione di crescita, che non è più verticale, ma è inclinata verso la direzione in cui la luce è più intensa.

Se però tale illuminazione diminuisce oltre ai valori minimi necessari alla pianta per compiere la sua fotosintesi in modo ottimale, si verifica uno stato di sofferenza che porta al fenomeno dell'eziolamento (fusti allungati e perdita della clorofilla).

Raddrizzare le piante curve

Come detto, le piante si inclinano lateralmente nel momento in cui l'angolo di esposizione alla luce si riduce e assume una direzione preferenziale laterale. Questo fenomeno non è casuale ed è attuato per consentire alle piante di assorbire tutta l'energia luminosa disponibile, sia quella più forte e verso cui indirizza la sua crescita, sia quella più debole che le proviene lateralmente, nel tentativo di portare il bilancio totale energetico entro valori minimi sufficienti. Per ottenere questo risultato, la pianta modifica sensibilmente il suo corpo: le porzioni più esposte si proteggono con pigmenti opachi alla luce intensa, peluria e spine, mentre le porzioni meno esposte si privano dei pigmenti e si distendono, per risultare il più possibile esposti alla poca luce disponibile. Queste modifiche sono lentissime e assorbono molte risorse, soprattutto in piante a metabolismo lento come le succulente, ma sono fondamentali per assicurarne la sopravvivenza in condizioni non ideali.

Si vede scritto e suggerito da più parti di provvedere a girare regolarmente le piante per evitare che si pieghino. Alla luce di quanto detto tale pratica risulta oltremodo dannosa, sia perché causa un consumo smodato di risorse vitali, sia perché abbassa drasticamente la capacità della pianta di condurre la fotosintesi, in quanto ogni volta che si 'gira' le porzioni più sensibili della pianta sono esposte a luce eccessiva (che causa il blocco per saturazione del sistema fotosintetico e il rischio di ustioni) mentre le porzioni meno sensibili sono poste in ombra e quindi svolgono una fotosintesi a bassa efficienza.

In sintesi, la pratica di 'girare' le piante periodicamente va evitata accuratamente, soprattutto nel caso delle piante succulente. Se le piante non occupano stabilmente una posizione, come avviene quando dobbiamo traslocare o migrare le piante dall'esterno a una serra o altro ambiente per lo svernamento, è buona norma porre un segno (una tacca, una macchia di vernice a forma di 'N' o di matita nel caso dei vasi in cotto) che ci indichi sempre il lato esposto a nord, per evitare errori e dimenticanze.

Nord 12_esposizione_1_nord Piante sofferenti per la luce eccessiva, provenienti da ambienti di sottobosco di aree umide e piovose (ad es. Epiphyllum di specie botaniche, Alcune specie delicate di Peperomia).
Est  12_esposizione_6_est Piante che richiedono un'illuminazione non eccessiva ma comunque intensa nelle prime ore della giornata, quando la temperatura dell'aria è ancora bassa. Sono cactus e succulente dotate di tessuti teneri, verdi, poco spinose e che in habitat vivono normalmente protette da arbusti e rocce (ad es. Gymnocalycium, Notocactus, piccole Mammillaria) oppure su pareti rocciose (ad es. Aztekium, Echeveria, Blossfeldia).
Sud  12_esposizione_3_sud Piante più resistenti al calore e alla luce intensa, da esporre il più possibile al sole per aiutarle a produrre spine forti e colori intensi (ad es. Copiapoa, Ferocactus, Echinocactus, Echinocereus, Cyphostemma, grandi Euphorbia ecc. …).
Ovest  12_esposizione_4_ovest
Piante amanti del caldo ma non troppo esigenti in termini di luce (ad es. Pachypodium, piccole Euphorbia, Aloe ecc. …).

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